(questo post è dedicato a mia madre e a Carmen, poiché invero credo che saranno le uniche ad apprezzarlo fino in fondo, la prima per la connaturata curiosità materna, che anela sapere e vedere tutto ciò che riguarda la sua prole, la seconda per la sua connaturata immane curiosità tout-court!!!)
Ebbene sì, come Mosè sono infine anch’io giunta nella casa promessa, anche senza la manna dal cielo, nonostante una peregrinazione eccellente.
I miei primi 5 giorni a Parigi li ho passati in una casetta bizzarra, vale per tutti la doccia nel cucinotto come potete visionare qui sotto (la porta a sinistra)
Posizionata in un quartiere che ho adorato: Alesia nel 14simo, dove ho scoperto una libreria fornita dei DVD della Comedie Française, gestita da un corso mezzo italofono, nonché sommo erudito di letteratura francese e dal suo collega, esperto in questioni politiche. Schiacciato un pippone di mezz’ora sull’indipendenza dei popoli, ove mi ha sconvolto confidandomi che Bossi lega con qualcuno al potere nella fazione basca per l’indipendenza!! Un quartierino ove, come già accennato, trovavo TUTTO!!!
E mi pascevo nei miei vagabondaggi, essendo anche vicino allo splendido Montparnasse, quando il fato mi ha sbattuto in quel lindissimo albergo all’estremo confine del 12simo, circondato dai lavori della T3, ma fortunatamente allietato dal concierge più disponibile del mondo. Uno. L’altro era da testata subitanea.
Questo è il modo in cui si presenta l’albergo io non so se una camera simile esista realmente, per rendere l’idea di quella che era la mia, basta togliere tutta la trama disegnata e lasciare un rosso oscurato dallo sporco, sostituire il legno a parete con un muro bianco e ritroverete esattamente la cella monacale, dove ho passato fortunatamente solo 4 notti.
Il mio “studio” era situato nell’ampia e accogliente stanza del petit-dejeuner proprio nell’angolo in fondo, dove attaccavo la presa del pc e lasciavo che la luce del giorno lentamente svanisse, mentre smanettavo alla ricerca di un’altra dimora, delle due mancate spazzine dell’ambasciata, di Egide… finché mi rendevo conto che la sessione doveva finire, essendo buio pesto.Tanta ricerca è stata infine ricompensata con un B&B, che in pratica era un appartamento, con tutte tutte le comodità, nel II arrondissement, praticamente dietro l’angolo dove vivo adesso.
da notare la bellezza del circondario e de la maison. Lì mi sono proprio sdata. Per un pochino anche insieme alla bionda.
V’è stato poi il passaggio da Egide, laddove avrei dovuto avere un appartamento immantinente, mi sono ritrovata senza e a non avere scelta, se non cercarmene uno. Indi ricollocata nelle Residence Etudiantes: di cui la prima, a Montparnasse era favolosa, come si può ben notare anche solo dalla vista
In cui si può intravedere l’entrata del residence……..una poesia.
Nel frattempo era iniziata la caccia alla casa. Tra le più significative si annoverano sicuramente:
- il buco a forma di casa con paraventi penzolanti al posto di ante d’armadio, e sportelli wild-west come entrata nel cucinotto, insomma ti giravi e sbattevi in qualcosa, proprietario un vietnamita di seconda generazione, che a capirsi al telefono era un terno al lotto, eppure l’unico così gentile da CAPIRE la situazione e mandarmi l’indirizzo, l’ora e quant’altro tramite SMS. Pratica direi elementare, ma che nessuno di quei venditori ambulanti di case ha mai voluto fare. Risultato: sbagliata l’ora di un appuntamento e due indirizzi!!!
- Altra eccezionale dimora, vicino agli Champs: una scatola, con una vista ineccepibile su un cortile interno luminoso e molto parigino, in cui prima di aprire il canapé-lit (divano-letto) dovevi oculatamente scegliere la tua posizione, perché poi non ti potevi più muovere.
- Occasioni mancate in una rue proprio dietro la meravigliosa libreria di cui sopra, poiché le dimore erano VUOTE. Fatica senza mobilia…..
- E infine primo premio ad una casa, in una zona del III arr. stile “il ritorno degli zombies” (infatti io e la bionda ce la volevamo svignare), che di fatto non abbiamo visto, perché l’addetto alla visione della stessa, dopo essersi fatto bellamente gli affari suoi, averci fatto aspettare 45 minuti, fatto fare e ricevere 10 telefonate del proprietario, che dalla voce e dai modi sembrava uscito da un romanzo di Zola (personaggio: il pappa), disturbato dalla nostra evidente irritazione (che Elena non ha mancato di vomitargli fulminea in faccia, mentre io lo guardavo come un mastino inferocito), non ci ha fatto nemmeno entrare nel portone, ne’ tantomeno vedere lo studiò, perché “il n’appreciait pas notre attitude”… ero talmente allibita che non sono riuscita a sverniciarlo in francese. Un fatto lapalissiano, per la sua intrinseca natura ovvia, è difficile da perorare! Se non con la classica testata di valenza lessicale internazionale!!!
Et finalment finalment (come canta Brel in una famosissima canzone) ho trovato il mio nido. Che di fatto è stata la prima casa vista. Buio come una cella di prigione ma novo di pacca, bello, con tutto, perfino la macchinetta Nespresso, che appena ho potuto mi sono fatta 3 caffè di seguito, percorsa da irrefrenabili brividi di piacere e soddisfazione, forno e microonde tutto insieme dal funzionamento venusiano (le ho provate tutte, poi vado a caso e procedo), lavatrice, tv, tutto accessoriato cioè piatti, lenzuola, casseruole…fino al ferro da stiro (grassa risata). Ciliegina sul dolce, il letto è su un soppalco in legno dipinto di bianco, con una libreria a muro fatta a VVVVV, la lampada come quella d’Amelie che si accende con una cordicella di sfere di metallo e un piumone adatto anche alle notti artiche e dai classici colori parisiens.
Al portone accanto c’è un sexy shop, buttato lì, en passant, di fatto mi è stato narrato che attualmente vivo nella ex via delle prostitute (vi prego...astenetevi...sarebbe come sparare sulla croce rossa!!!! :))), che negli ultimi 15 anni è stata letteralmente “deprostituzionata”, eccettuato quelle 3 o 4 habituées un po’ datate, che stazionano fra chiacchere e lavoretti in fondo alla via, tipiche quasi come un corredo architettonico. Dimodochè questo quartiere è di stile cosiddetto bobò (bourgeoise-bohemien), solo i francesi riescono a creare queste paroline circensi, che io ovviamente adoro. E in effetti il quartiere è un po’ misto, con angoli altamente glamour, classici, dark, bohemien, e quant’altro. J’adore. Ovvio.
Et voilà
devo dire che è stato usato il grandangolo per fare queste foto, visto che sembra il doppio...ma in compenso rendono bene l'insieme....
E fino al 23 settembre 2012 non mi levo di qui nemmeno con le cannonate!!!
ecco...me la sono tirata....











8 commenti:
Ti abbraccio con tanto amore perchè mi rendi partecipe con le tue emozioni. Ho avuto un anticipo da Elena ma le tue foto sono proprio carine , la casa tutto sommato non è male,purtroppo noi siamo abituate ad avere case con stanze molto grande.Aspetto tue nuove e possibilmente con foto.A presto mamma
mamma qui una casa con molte stanze costa dai 3000 ai 4000 euro al mese :)
comunque è comoda anche se piccola e accogliente. Insomma dentro ci si sta benissimo!!!un bacione anche a te mamosckaia!!!
ci riuscirò?
ma allora non era difficile!!!
perchè non ci riuscivo?
cos'ho che non va?
il tuo blog molto rosa mi piace molto,
ti abbraccio,
Linda
lindosa!! tu es geniale!!! (qui lo usano per dire tutto...)lo sapevo che ce l'avresti fatta!!!
ah bè....io non lo davo così per scontato...:-)!!!
Manuuuu.....vorrei vedere anche una foto degli scalini incriminati!!!
Laura
Laura, decisamente, mi sottovaluti.
Lindosa.
Laura gli scalini li vedrai con i tuoi occhi e Lindosa puo' tutto invero!
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