In soli 2 mesi..........HABEMUS ADSL!!!
Uno dice…”capirai che notizia!!”…che venga qui le courageu!!! Che ci si provi a sventolarmi davanti la qualità ineziale della notizia! Che si spinga fin a motteggiare la mia or ora palesata soddisfazione!!!
Che gli strali lo fulminino ovunque egli si trovi allorquando pensi di porre inizio al motto!!
Sì. Sono impazzita. Andata.
Dopo 10 visite in quel mattatoio del centro commerciale di Les Halles, alla “boutique” dell’SFR, 20 telefonate di cui 15 perse perché in questo petit loculò dove vivo non c’è campo nemmeno se sacrifichi 10 vergini al dio dei trasmettitori e altrettanti 10 vergini alla dea dei ripetitori (perché si sa che alle divinità piacciono vergini).
Dopo aver ripetuto la stessa cosa 90 volte, esperienza istruttiva che mi ha permesso di imparare tutta una serie di vocaboli e espressioni: brancher, debrancher la prise, reseau, le portable passe mal, le diode est allumé, l’adsl n’est pas synchronisé, une intervention sur votre ligne a été déclenchée…che sono essenziali per la vita di tutti i giorni. Dicevo m’è partita la valvola, o come ama dire C., j’ai la tête dans le cul!
Dopo aver ripetuto la stessa cosa 90 volte, esperienza istruttiva che mi ha permesso di imparare tutta una serie di vocaboli e espressioni: brancher, debrancher la prise, reseau, le portable passe mal, le diode est allumé, l’adsl n’est pas synchronisé, une intervention sur votre ligne a été déclenchée…che sono essenziali per la vita di tutti i giorni. Dicevo m’è partita la valvola, o come ama dire C., j’ai la tête dans le cul!
La scenetta più comica (e ripetuta) e anche un po’ tragico-parossistica, era far capire per l’ennesima volta che farmi chiamare dal tecnico appena arrivava sotto casa era inutile. Perché appunto le portable passe très mal chez moi, e la telefonata non mi arrivava e il tecnico rimaneva per la strada (dopodiché se ne andava). E ovviamente l’italian* medi*, che ignora la genialità dell’urbanistica francese, si chiederà “perché non suona direttamente al citofono?”
PERCHÉ NON C’É!!!!
Quando conosci una nuova persona a Parigi oltre che fornirti il suo numero di telefono, la sua mail, dirti se è o meno su FB, twitter, myspace, ti da anche i suoi codes per entrare nel palazzo dove abita, se ti va bene c’è solo quello del portone, nel mio caso ne ho due. Solo alla terza telefonata sono riuscita a farli inserire nel mio DOSSIER (ho dossier sparsi per tutti gli enti pubblici e privati di Parigi! Ti fa sentire una persona di una certa levatura!!), ma a quel punto ho aspettato il tecnico sotto casa!! No, non con un bastone in mano.
Così ora (dopo 20 telefonate, 28 messaggi, 9 mail, 10 visite all'SFR, 2 tecnici a casa, e un altro perso per la strada, una défaillance improvvisa di 8 ore della scatolina magica) ma petite boîte risplende di tutti i suoi diodes allumés e io sono troppo stanca per essere felice, o meglio per crederci, le lucine potrebbero spegnersi tout de suite, quando meno te lo immagini, (vedi suddetta défaillance ).
Ad ogni modo, mi sono infine resa conto di essere assurta alla condizione di “parigina per eccellenza”!!! L’ADSL è stato solo il tocco finale, marginale, mi riferisco ad una realtà ben più pregna di “significanza”: dopo sole 4 SETTIMANE esatte – dalla richiesta - ho inserito nel mio portafoglio la famigerata CARTE BLEU, che altro non è se non la nostra mastercard+bancomat e che come la nostra apre le porte del cielo e dell’inferno, ma qui a Parigi vieppiù assurge ad una sorta di carta di soggiorno GOLD. Insomma con un conto in banca francese, come persona hai finalmente un senso!!! Non esagero. Adesso posso veramente TUTTO!!!
Quindi dopo l’Assunzione, aggiungi una baguette alla mano di un metro e 15 cm, rigorosamente incartata a metà, che non sai mai dove posarla appoggiarla stenderla riporla senza sporcarla, e forse è per questo che i parigini rigorosamente se la sgranocchiano per la strada, in metro, nei caffè e secondo me anche nei cessi, comunque, la baguette è l’altro elemento essenziale per la cittadinanza virtuale. Asserzione provatami immantinente! Infatti tempo fa ad un semaforo, me ne stavo tranquilla aspettando il verde per attraversare la strada (ignorando sti pazzi di parigini, che passerebbero pure mentre sta arrivando un tir a 180 km orari, in realtà sono io che ancora non mi sono abituata a questi automobilisti super corretti, che iniziano a frenare 15 metri prima ancora che tu abbia elaborato l’idea di attraversare la strada!), insomma ero ferma, sleppa di pane alla mano, sento una vocina pissera dietro di me che intona:
“lo vedi come sono pezzenti, nemmeno incartano bene il pane!” in italiano…
Esco un attimo dal mio obnubilamento perenne, noto con acume di essere la sola “pezzente” nelle vicinanze che mostrava le suddette caratteristiche, mi giro con lo sguardo CONSAPEVOLE e mi ritrovo di fronte a due occhioni sbarrati, CONSCI, e terrorizzati dal fatto che la pezzente in questione avesse capito ogni parola. L’espressione è stata così perfettamente comica, che vuoi i muscoli del viso ibernati dalla zizzola francese, vuoi il mio sguardo evidentemente chiaro, ho tralasciato di spiegare alla fava che Parigi è piena di italiani, che si comportano da parigini, basta appunto una baguette!!! (putain peluche, tu la connessait déjà!! Ma tanto ora hai da fare, dubito che leggerai il blog!)
Purtroppo nella mia temporanea naturalizzazione virtuale in itinere manca ancora il pezzo fondamentale, per cui mi dispero e mi sdilinquo: il nottambulismo!! È pazzesco quanto questa città viva di notte (allora io veglio, per non andare fuori tema), tanto che i parigini si rifiutano di lavorare prima delle 10, o almeno i negozianti…la domenica e il sabato poi 11-12, se non chiusura totale….e non a torto, comunque in strada la mattina non c’è nessuno.
Una popolazione enorme che si muove in massa.
Sabato: tutti a fare shopping, domenica a letto fino a mezzogiorno e poi fuori di nuovo.
Perché anche di giorno posti dove stazionare ce ne sono a iosa, anche tipo fare un picnic ai bordi di una piazza corredata di fontana, o leggere un libro in un caffè … o in metropolitana volendo! Non importa se siamo schiacciati come sardine, ho visto cose che voi umani…tipo una ragazza che si divorava un libro spalmata sulle porte e pressata da 15 persone ammassate in un abitacolo di 2 metri quadrati.
C’ho provato anch’io.
1 volta.
Ma a meno di non essere nella super nuova di pacca linea 14, lo sballottamento e le frenate sono tali da indurmi lo stato di nausea in 0,3 secondi.
Ergo: i parigini sono dei lettori estremamente motivati!!!
Restando in tema metro ci sono poi i dormienti. Non mi riferisco a quelli che sonnecchiano, sbirciando ogni tanto con un occhio pio per capire dove li abbia portati il trenino elettrico, no mi riferisco a delle vere e proprie catalessi, crolli totali da fase REM!! Mi chiedo sempre se la loro fermata sia l’ultima…io che anche se faccio un tragitto per la decima volta, controllo ansiolitica TUTTE LE FERMATE, E sulla mappa sopra la porta E sulle insegne delle stazioni. Non mi conoscessi. Basta abbassare la guardia e…infatti una volta ho preso la direzione sbagliata, colpa di una mini orchestra d’archi (non meno di 15 elementi) che suonava meravigliosamente in un corridoio della metro. E qui si potrebbe aprire una parentesi sui musicisti eccezionali che si esibiscono nei suddetti corridoi: ho sentito una versione di Alphabet Street di Prince da brivido, chitarra voce e basso!!!
Altro concerto, involuto e degno di nota si è svolto al teatro della Comédie Française:
tragedia di Racine, con tutto il pathos degno dell’occasione, durante il primo atto non volava una mosca, un silenzio reverenziale accompagnava una recitazione fatta di silenzi (recitazione ahimè orripilante, che nemmeno la Marchesini ai tempi d’oro, in cui motteggiava il tono solenne e melenso del teatro di prosa con il suo “ caro caro caro caro caroooooooooo” in decrescendo). Quando, durante il cambio tra i 2 atti, è scoppiato un concerto di tosse bronchiale tale che mi aspettavo di vedermi volare sulle ginocchia una decina di polmoni. Quei poveracci se l’erano tenuta per ben 25 minuti e nei 120 secondi di buio e silenzio del cambio non hanno più potuto trattenere l’impeto. E dire che ero stata avvertita che a Parigi ci sono tantissimi casi di …tubercolosi… così ho iniziato a tossicchiare anch’io, solidale!
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