Proseguendo
in termini aulici e ratificati dall’Accademia della Crusca, quella troia
dell’ambasciata m’ha chiamato lunedì, che io ero bell’e partita giovedì, visto
che le professeur (quello del mémoire) m’aveva mandato un messaggio da trasformarti
il sangue in triellina (“ma cosa ci fa ancora in Italia quando la sua presenza
è necessaria qui e adesso?!?!?). Ella però che ancora non si meritava
l’appellativo di corte di cui sopra (N.B. non ancora), non era colei che una
volta finita l’ottava impresa di Ercole era disparue come la nebbiolina del
letame in una stalla di ….(l’accostamento
con l’animale è voluto) bloccandomi proprio quando dovevo partire. Era
un’altra, damigella anch’essa dotata di enorme ingegno ma soprattutto di
cognizione di causa pertinente il suo lavoro medesimo, acume svelatosi
immantinente con la domanda “ Dunque lei parte la prossima settimana giusto?”,
al che le volevo rispondere, “ senta ma lei con chi ha parlato del mio caso,
col macellaio di sotto, mentre si faceva disossare la bistecca di manzo,
sicuramente più densa di connessioni sinaptiche di quante ce ne siano in tutta
l’ambasciata!?!”.
Ma dirlo in
francese era difficile.
Così ci
spieghiamo, lei si scusa per la collega, che per quel che mi riguarda in quanto
ad accidenti si fa sicuramente da 2 a 4 mesi a letto con la pleurite gastrica e
un fuoco di sant’Antonio che levati! E mi chiede (notare il particolare apparentemente
insignificante ma che si rivelerà in futuro definitivo, nella denotazione circa la
sfumatura ABnormal della suddetta) 2 dati che mancavano per il dossier da
spedire a Egide, tra cui il corso di studi che seguo a Parigi. Tutto a posto.
Si manda il dossier e via si parte (l’alloggio e i soldi per Dio!!!).
In quei
giorni ero ospitata in una cameretta di un appartamento di un amico di
Elena, con il mio portatile e DEO GRATIA
(e pure alla Madonna e tutti i santi e le sante che sono stati torturati
dilapidati e perseguitati in nome di nostro signore e bla blablà….) con la
connessione Wi-Fi, ove Yael, la sorella,
è stata ospitale come un angelo, santa subito, giusto per dire che ero arrabattata
alla meglio, dicevo la futura vincitrice del premio Nobel per l’acume mi richiama,
(ore 18.25) mentre ero appena scesa da un bus e ignoravo dove fossi, (c’era una
tramvia, per un attimo ho pensato di essere entrata in un wormhole
spaziotemporale e di essere a Firenze) e mi sgancia il solito “ aioòjpa jiojapf
ippj af p FIòI fijoasgaò jòPO OPà A FJIAJFJ jiajp a jjop jaf “ al che sfavata,
che manco madre Teresa ce l’avrebbe fatta, le chiedo di parlarmi in italiano, ché c’era un casino intorno (rue
d’Alesia è tipo viale Talenti x 4….tramvia inclusa appunto), e mi fa tutta
charmante “ha la possibilità di fare una scannerizzazione della sua iscrizione
e mandarmela adesso? Perché mi serve per mandare il dossier a Egide”, e io
“mais surement! Visto che ci sono le mando anche un rosario di
mavvattelatronc….. in formato jpeg così posso aggiungere delle raffinate
decorazioni in art déco, tipiche di quei formulari preconfezionati degli studi
grafici di Saint-Germain-des Près”.
Ora il bello
di Parigi è che nella maggior parte degli arrondissements TROVI TUTTO. Ti vuoi
fare le unghie come l’Ale? Lavarti i panni? Ristrutturare una sedia?
Scannerizzare un documento e inviarlo con un messaggio annesso? Te cammina che
prima o poi lo trovi. Fatto.
Al che
mandato quello uno pensa sia finita, ma finita finita. E INVECE NO NO NO NO NO
NO NO NO NO!!!!!!
Perché
l’ultimo consiglio della celebrolesa è stato quello di dirmi di aspettare che
Egide mi contattasse.
Ordunque,
chiunque di voi, che per una malsana curiosità volesse aprire la pagina del
sito di Egide, ci legge che la prima cosa da fare quando arrivi in Francia è
andare da loro, ANDARE, NON ASPETTARE CHE TI CONTATTINO. Ma io più
lobotomizzata di lei seguo il suo consiglio. (fino ad un certo punto: vedi
post: “Le Grand Egide”).
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