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sabato 22 ottobre 2011

La Sverniciata


La saggezza popolare - anche se io credo più nella stoltezza di massa, forse perché fino a un mese fa vivevo in Italia – sòle ricordare, nei tristi e bui momenti della vita che “al peggio non c’è mai fine” invero io ho sempre apprezzato di più l’aforisma d’autore ignoto “le cose non vanno poi così male se possono peggiorare”. Mai proverbio e perifrasi furono più appropriati per descrivere l’inesorabile aberrazione di cui la massima intellighenzia dell’Ambasciata Francese di Roma, inevitabilmente fece mostra, allorché decise dopo tempi incontrovertibilmente inappropriati e per lunghezza e per efficacia, di farmi una telefonata.
Insieme alla bionda eravamo incappate involontariamente in un pomeriggio shopping, inconsapevolmente dico perché in realtà decise ad andare a vedere la mostra di Diane Arbus, ma folgorate all’improvviso da una realtà di fatto, ovvero che la mia autonomia vestiario copriva 10 giorni, quindi a meno di non dovere lavare le stesse 3 o 4 cose una decina di volte in un mese, convenimmo che, qualche acquisto per arginare l’emergenza, era d’obbligo. Il Piccolo Lord, con il suo fiuto impeccabile per i negozi dove riesci in un voilà a dissipare la quantità di denaro pari a mezzo stipendio medio della defunta classe borghese, mi condusse nel famigerrimo Comptoir de Cotonnier (e non dico celebre a torto visto che una tipa sugli Champs, vedendomi con una busta del suddetto negozio, mi ha chiesto se ce n’era uno sul posto, con un vispo interesse da tossica). Eravamo quindi in uno dei paradisi in terra della bionda, e in effetti i capi proposti erano davvero all’altezza dell’epiteto, indi scelgo 3 o 4 capi che in tutto valevano un affitto mensile, entro in camerino e inizio a provarli. La Madame commessa mi porta un paio di pantaloni, che a suo avviso potevano essermi graditi, mentre me li provo, arriva la telefonata.
Risponde Elena.
Mi si infila nel camerino dicendomi che era l’ambasciata.
Ignorando il consistente rimescolio nello stomaco che si stava espandendo stile incendio boschivo, rispondo.
Era Lei.
La seconda lobotomizzata, il cui ultimo contatto mancato consisteva in una mia mail EVIDENTEMENTE allarmante, in cui le chiedevo consiglio su Egide che non si faceva sentire, se potevano aiutarmi a trovare un alloggio, perché da lì a 3 giorni sarei rimasta in strada e altre varie quisquilie.
Non si era nemmeno degnata di rispondermi.


  •     La chiamo per dirle che domattina ha un appuntamento con Egide.
      Ora…mi toccava pure risponderle…
  •          Lo so. L’ho fissato io. (!?!)
  •       Si ecco. Allora loro le proporranno due scelte, una è quella di passarle 1600 euro mensili e di non rientrare nel loro programma [N.B. : data della telefonata 7 ottobre = 15 gg. dopo il mio arrivo a Parigi], l’altra invece è quella di darle 1000 euro al mese affitto compreso..
  •           No l’affitto NON è compreso. Ma di cosa sta parlando?
  •           Beh ecco sì insomma, queste sono le scelte che le proporr….
L’incendio boschivo per un inspiegabile fenomeno chimico-fisico si è trasformato in uno tsunami.

  •            AH MA BENE ALLORA SONO A POSTO MI BECCO I MIEI 1600 EURO AL MESE!!!! E ME LO DICE ADESSO? ADESSO???SE NON ACCETTO IL PROGRAMMA EGIDE DOVE VADO A VIVERE IO DA DOMENICA (era giovedì) ME LO AFFITTA LEI UN APPARTAMENTO? NON CREDE CHE QUESTE INORMAZIONI FORSE E DICO FORSE DOVEVATE DARMELE CON UN PREAVVISO CHESSÒ RAGIONEVOLE??????!?! CAPISCE QUELLO CHE DICO?? LO CAPISCE???
  •         Bon io le dico solo quello che..
  •      NO LEI MI DICE UN MUCCHIO DI STUPIDAGGINI CHE È QUELLO D’ALTRONDE CHE HA SEMPRE FATTO QUANDO VOLEVO DELLE INFORMAZIONI O ERAVATE ASSENTI O NON ME LE AVETE DATE E SE ME LE AVETE DATE ERANO SBAGLIATE
(il tutto urlato nel camerino dell’illustre Comptoir, mentre tra le altre cose cercavo invano di togliermi quei pantaloni mal consigliati, che non passavano perché nella foga li avevo infilati con le scarpe….quindi mentre urlavo cercando di contenere lo tsunami , Elena tentava a sua volta di togliermi il pantalone dalla scarpa, cercando di evitare che me lo strappassi in uno slancio emotivo di Hulkaniana memoria….)

  •         Ma a me l’hanno detto oggi del..
  •       AH A LEI GLIEL’HANNO DETTO OGGI ALLORA LA PERSONA CHE GLIEL’ HA DETTO È COMPLETAMENTE INCAPACE DI FARE IL SUO LAVORO MI FACCIA IL FAVORE DI DIRGLIELO NO GUARDI GLIELO DICA PROPRIO SIETE STATE NON SOLO INUTILI MA MI AVETE FATTO SPRECARE TEMPO E DENARO, HO DOVUTO FARE TUTTO DA SOLA E PER LA CRONACA NON È EGIDE A CONTATTARE LE PERSONE SIAMO NOI BORSISTI CHE DOBBIAMO ANDARE DA LORO ALTRIMENTI NON SI ATTIVA NIENTE CHE È PRATICAMENTE IL PUNTO CARDINE DI CUI VOI ASSURDAMENTE NON ERAVATE A CONOSCENZA.
         QUINDI LA RINGRAZIO PER LA SUA INUTILE TELEFONATA.

      CLICK (maiuscolo perché è stato un click deciso).

Ripongo il cellullare, mi rivesto, visto che avevo finito la telefonata in mutande, decido in una frazione di secondo l’unico capo che mi interessa (e qui ho stabilito il mio record mondiale in quanto a tempi decisionali) esco e mi ritrovo Elena insieme alle due commesse con 6 occhi, in cui si leggeva un misto di terrore e interrogazione. Come una Grande Dame, in un battibaleno trasformo la mia fisionomia da posseduta demoniaca ad angelo del focolare, sorrido a tutte e candidamente esordisco con “je prends le pantalon, merci”.

Dico la verità, inizialmente non mi sono sentita proprio soddisfatta. Avevo completamente mancato  parole e concetti  come: incompetenti, vi maledico a voi e alle vostre future 5 generazioni, inabili,  ma andate affà le ambasciatrici dei minatori, du-neuroni, autistiche, i bagni del sottopassaggio della stazione di Firenze hanno bisogno di persone come voi per la manutenzione igienica, INETTE… e un migliaio di altri appellativi decisamente molto volgari.

Una volta uscite dal negozio (io ancora in stato di evidente furibonda ira funesta) propongo di avviarci alla mostra. Elena al solito estremamente pragmatica, mi fa notare che ormai stava per chiudere e io a insistere (avevo BISOGNO di illuminarmi d’immenso tramite sublimazione artistica), così prendo il volantino per leggere l’orario e invece leggo le date. La mostra sarebbe iniziata di lì a 10 giorni. (…)  Al che ho proposto alla bionda di andare a picchiare qualcuno, mi sembrava un’alternativa consona. Mi ha dissuaso.

Per finire (no, non ho ancora finito…ormai mi sono palesata in quanto grafomane, quindi che si taccia una volta per sempre) vorrei accennare solo al fatto che quando siamo andate a ritirare i pantaloni, dopo che avevo fatto rifare l’orlo da nana, la Madame commessa li ha soavemente avvolti in preziosissima carta velina, li ha deposti amorevolmente nella busta figa ed elegante e…meraviglia…vi ha spruzzato dentro uno soffio di profumo. La bionda è vistosamente trasalita per un incontenibile brivido di piacere.
Lo giuro!! 

4 commenti:

Anonimo ha detto...

devo dire che è tutto vero. una descrizione degli eventi perfetta. l'ho rivissuta!!
grazie tesoro.
la bionda

Anonimo ha detto...

mi pare di vederti..... non somigli per caso a paparino? leggendoti mi pare di esserti vicina.... grazie sei forte .mamma

Manulela ha detto...

mamma se le facevo la sverniciata stile paparino ai tempi d'oro fondevo il cellulare!!! mai potrei arrivare a cotal altezza!!!

Anonimo ha detto...

Grazie per tutte le spiegazioni e soprattutto per i dettagli. E per la citazione che mi riguarda:)

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