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lunedì 3 ottobre 2011

III trasloco et la “ponctualisation »


Ed eccomi finalmente in una CASA.
Terza ma non ultima tappa del mio soggiorno.
HO - UN – APPARTAMENTO
Ho-sfatto-le valigie.
Ho perfino la classica poltronciona comodosa multi-posizioni con il poggia piedi, poi apro la finestra e c’ho davanti tutta una serie di altrettante finestre grosse come la mia a nemmeno 4 metri di distanza, che volendo si potrebbe organizzare una gestalt, ognuno dalla sua finestra. Perché ai francesi piace stare vicinivicini. Come i tavolini dei cafè, che per alzarti chiedi scusa a 4 persone, mentre batti il ginocchio nel tavolo, tentando di raccattare la borsa, che nel frattempo ti è cascata in mezzo alle gambe degli altri 8 avventori alla tua sinistra. EPPOI DICONO CHE I PARIGINI SONO FREDDI!!! Hanno bisogno d’affetto! È evidente. Con tutto lo spazio che hanno!!!! Si ostinano a stare sempre tutti vicinivicini.
Insomma stamani me ne esco da quella camera suuuudicia che ci voleva la fiamma ossidrica per sterilizzarla, con le mie due valigine da 30 chili l’una, e 4 borse di svariati effetti personali.
Mi dirigo all’ascensore.
Premo.
Silenzio.
Ripremo. Il Sahara in confronto sembrava il carnevale di Viareggio ….
Si dava il caso tra l’altro che oggi all’hotel era di turno la formazione (femme de chambre+concierge) spumeggiante come Lurch della famiglia Addams e simpatica come una trivellata di calci negli stinchi. Così inizia il balletto. Vado dalla cameriera (che mi aveva già bussato 2 VOLTE per avvertirmi di lasciare la stanza alle 12, tanto che alla fine, imbufalita, sono uscita in mutande esordendo “c’est un problème si je continue à rester dans la chambre vu qu’il est 10h et demie maledetta vacca che non sei altro?!?!?”testuali parole). Fronteggio la femme de chambre “l’ascenseur est en panne?” oui – prego vada dal concierge.
Concierge “eh bon oui” - prego vada dalla cameriera. Ma la cameriera mi ha detto che dovevo venire da lei…ah bon jpo pàja jpj bàajèmajeh ip ahahe LE TELEPHONE.
“Ça va ça va j’y pense moi meme, pas de problèmes maledetti imbecilli e un vi basta di gestire male sta topaia lercia come la stalla del mi nonno bonanima, un sapete nemmeno fare il vostro lavoro e siete gentili come du capre appena tosate e menomale che vado via sennò AH BON!!!” …..Il tutto ripetuto aritestuali parole mentre risalivo le rampe di scale e incrociavo la femme folgorandola con autorevole cipiglio.
Voilà la trasformazione.
Tutti e due piccini piccini a testa bassa, tanto che il concierge mi è venuto incontro ad aiutarmi (…l’ultima valigia, gli ultimi 2 scalini). E ciò mi è servito da lezione su come trattare le teste d’ovatta: il prolungato borbottio nell'idioma italico anzichenò provoca in loro una sorta di ritorno del represso, trattasi nella scienza psicanalitica del più volgarmente detto senso di colpa. Perché non è la prima volta che lo faccio. Funziona sempre!!! Chissà, forse è legato ad una sorta di subconscia soggezione che provano nei confronti della nostra terra natia, legata magari al fatto che lo splendore delle loro lettere prese l’avvio dal rinomatissimo petrarchismo, e che colui che inventò la cosiddetta celeberrima operà francese , il tale Jean-Baptiste Lully non era altri che i’gGianni Lulli, fiorentino di natali e naturalizzato pooooi. Magari la cafona non ne è a conoscenza, ma forse, serpeggia nell’inconscio collettivo dell’intera popolazione!!!!!!!!!!!!
Mi hanno leggermente urtato i nervi. Si nota?
Arrivo nel pregiato 2e arrondissement, arriva la tipa per darmi le chiavi,  domanda: “il ya l’ascenseur?” Mais pas assoluement! Decido di non provocare il ritorno del suo represso, fa anche l’atto di aiutarmi e io “ ma no non si preoccupi non è mica colpa sua!!!” “ ah no di certo”. 
Ora, o qui il senso dell’umorismo è rimasto al gioco del fraintendimento di cui fu grande maestro Molière, 400anni or sono, e da lì ahimè non si è più evoluto, escludendo qualsiasi altra forma di giuoco umoristico, o io davvero devo iniziare a fare dei corsi di francese intensivo (c’avrei anche provato a iscrivermi all’uni ma son già tutti pieni, e di ciò rendiamo grazie al duetto delle tronate vieppiù volte nominate in cotesto blog). Perché è sempre così. Bisogna essere pre-ci-si, utilizzare un fraseggio esaustivo e chiaro.
Non si deve dire “mi conferma l’appuntamento alle 3” se questo è già stato preso ma “ mi può confermare che l’appuntamento blabla è alle 3? [vedi il messaggio del professseur]
Non si deve dire “ io ho le dèpart dall’hotel alle 12 quindi sono libera” se nel contratto si dice che posso entrare nell’appartamento solo alle 16 ma “ essendo libera dalle 12, se esiste l’eventuale e remota possibilità, prevista dal contratto come dall’articolo 39bis di cui alla pag.4 nella nota 5, in cui si cita come eccezionale la possibilità che il contraente in accordo con il proprietario anticipi l’entrée, nell’appartamento di cui si fa menzione nell’intestazione del suddetto, prima dell’ora prevista come dal punto 5/f-372,25. Posso io medesima detta contraente beneficiare dell’accordo e entrare in casa ad un’ora imprecisata poco dopo le 12??????”
Devo ricominciare a fare yoga.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

'O______o yoga????? ti ci vorrebbe un soggiorno intensivo in una spa....di lusso mia cara....

frida

Anonimo ha detto...

Topinaaaa!! Ma almeno in codesto appartamento fino a quando rimani??
Laura

Manulela ha detto...

Frida me l'hai tirata!!! Maledetta strega, ho avuto un crollo..ma niente di grave. du giorni di riposo e mi riprendo. purtroppo niente spa..solo le vie di parigi! :)
laura vengo via domenica, dopodichè sarò "coperta da egide" finalmente si occuperanno di tutto loro...con tutte le solite puntualizzazioni burocratiche ancora da capire!!! Helas!!!

Anonimo ha detto...

quanto sei spettacolarmente comica e arguta...molieresca, direi! mi fai schiantare e prenderò l'abitudine di leggerti come antistress!!!!
ailoviuuuu!!!
franci, tua cognata

Anonimo ha detto...

scrivi ancora... ci piace leggere cosa ti succede...
arrivo mon amur

infernojane ha detto...

manuelle (la francesizzazione del tuo nome fu quanto mai profetica, vedi??) te scrivi troppo.
non riesco a starti dietro ma quando leggo mi faccio delle grasse risate.
e oltretutto ho aperto un blog anch'io (stamattina), ché era un po' che ci pensavo.
your, rossa

Manulela ha detto...

@rossa. anche elena dice che scrivo troppo...ma quando ti fulmina lo spleen mica puoi dosare?!?!? poi è un blog rossa, se un t'hai più voglia...ettusmetti :))))) sono contenta del tuo. vado ssssssubito a vederlo!
@cognatina. Grazie per il molieresca!!!! mi sto giustappunto guardando les femmes savantes fatte alla comedie française e mi sono già comprata 2 biglietti per il teatro!!! :))) meraviglioso!!!

infernojane ha detto...

no no è sempre il solito, non ho intenzione di farmi fregare da un altro che ricalca i suoi stilemi.. aahahahaha ma sono momenti di sconforto momentaneo.. se vuoi cazziarmi c'hai ragione :D

Anonimo ha detto...

manuuuuu non volevo tirartela e solo che dopo un pò è normale i nervi saltano il corpo ha bisogno di riposo e di rigenerarsi ma sicuramente lo sai meglio di me.
Domanda:
Com'è il Pont Neuf? soffro di gefirofobia...quando lo vedo in foto mi fa morire....dalla voglia di camminarci sopra...

frida

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