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mercoledì 12 ottobre 2011

Vorrei…

(in realtà 11/10/12 ore 23.18)
Ormai sono quasi 20 giorni che vivo (…vivo...penzolo un po’ ovunque) a Parigi e vorrei potervi raccontare di lunghe passeggiate sugli Champs Elysées al chiaro di luna, ove le luci sfavillanti si inseguono fino ad esplodere aureolate sull’Arc de Triomphe. Vorrei narrarvi di folli notti passate a girare fra i cafè più originali e inconcepibili, a bere e bavarder fino alle 6 del mattino. Vorrei sorprendervi con aneddoti tipo un incontro inaspettato con Mathieu Kassovitz sul Boulevard Saint-Germaine, finito in una bevuta e una simpatica chiacchierata sul cinema e l’impegno sociale. Vorrei ammaliarvi con una notturna a Pigalle e al Moulin Rouge, dove una sosia (più espressiva) di Nicole Kidman si dondola su un’altalena costellata di diamanti, mentre tutti balliamo il can can sotto di lei come dei tarantolati.
Di fatto: gli Champs li ho incrociati una mezzoretta di pomeriggio perché avevo cannato un appuntamento per vedere un appartamento, l’unica sera che sono uscita in compagnia è stata in uno sciccoso ristorante giappa che si è rivelato poi venefico per una di noi (anche se è stata una bella serata), gli spettacoli al Moulin fanno 150 cadauno e a Saint-Germaine ho incrociato Valeria Golino. Ma un anno fa. E lei manco mi piace.
Di fatto: sono in un full-time immersion  che si articola in attività passiva “logements à chercher” sul pc e in attività attiva, ovvero la scorribanda in metro da un arrondissement all’altro per vedere i frutti della mia ricerca, mentre scartabello le mail sul cellulare, rischiando il collo sulle scale del metro, rispondo al cellulare ripetendo all’infinito “je ne suis pas française, pouvez vous parler plus doucement”, e loro? Uguale identico, come se gli avessi detto “oh ciao che piacere sentirti dimmi! Dimmi pure!!!”. Ridotta ad una manager schizofrenica ipertesa e in fine giornata convertita in una frittata.
Quindi non mi restano altro che gli squisiti aneddoti a proposito di quella spumeggiante caratteristica francese attinente la burocrazia. Perché se non li metto per iscritto…non ci credo nemmeno io!!!
E se ne siete stufi....chiudete pure la pagina!
L’ultima barzelletta è il cosiddetto dossier, che ti chiedono anche al tabaccaio per comprare un accendino e delle sigarette, in questo caso è da consegnare al proprietario dell’appartamento che vorresti affittare. In sostanza i francesi, mica scemi, per evitare che la gente gli si impianti in casa per un anno senza pagare l’affitto, chiedono le garant, che offre tramite n. 5-6 justificatif finanziari, testimonianza che le sue entrate sono il triplo dell’affitto. Il garant può essere un terzo, o anche un quarto e quinto e via di seguito, basta fare la somma e ottenere il risultato richiesto. Ma i garanti non francesi, ai francesi, non gli piacciono. Quindi dopo essermi fatta mandare in tempi da record dalla mia superefficientissima zia Renza, la dichiarazione dei redditi di mi pà, mi mà e il mi fratello, le agenzie candidamente mi fanno: ah non! Français!
- Non ce l’ho!
- Allora faccia una cauzione bancaria.
- Benissimo! Sul mio conto bancario italiano?
- Ah non! Su quello francese.
- Non ce l’ho.
- Ma se lo faccia subito! Ci vuole pochissimo!
(“tout de suite” è la loro formula per indicare il tempo tipico per redigere una qualsiasi pratica burocratica… io riproporrei la ghigliottina come sport nazionale!!)
poi fa un versamento dal suo conto e crea la cauzione!
- Genial! C’è una posta qui vicino?
- Vicinissima!
Alla posta.
- Vorrei aprire un conto.
- Benissimo, tout de suite!
- …
- Mi serve un justificatif de residence.
- Ma io non ce l’ho un domicilio. Anzi il conto lo apro proprio perché così faccio la cauzione, loro sono contenti, il mio dossier vince e c’ho la casa. Compris???
- Désolé ma senza il justificatif non posso fare niente.

Insomma mi serve un conto per affittare una casa e mi serve una casa per aprire un conto.
MA BENDETTI FRANCESI LA MATTINA INVECE DEL CAFE CREME SNIFFATE LA BENZINA?!?!?!?!?
E se pensate che mi sono dilungata, siete dei miscredenti!!!
Anche in questo caso Santa Elena mi ha calmato, visto che quei limiti che avevo così coraggiosamente e sublimemente superato fanno ormai parte delle favolette dei fratelli Grimm…. e dovremmo aver trovato la soluzione. Ancora non so se funziona. Stay toone.

Quindi mi dispiace. Niente folle, dolce, romantica vie parisienne ancora.

Solo un trotterellante, ansante labirintico andirivieni burocratico, in tunnel asfittici di cui ti impediscono di vedere la fine.
(parafrasi –biblica- di “Fight club”!!)

1 commenti:

Signorina Silvietta ha detto...

E' proprio vero.. tutto il mondo è paese.. tu te ne vai dall'Italia dovela buracrazia ci ammazza e alla fine anche li trovi la stessa situazione!
In bocca al lupo.. aspetto aggiornamenti sulle tanto attese notti bohemien accompagnate da litri di vino&chiacchiere intellettuali nei bistrot!
S.

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