Pages

mercoledì 19 ottobre 2011

Petits morceaux avec V.

Senza la benché minima intenzione di offendere i sentimenti di chicchessia, e considerando che di fatto fino alla scorsa settimana ho passato le giornate come v’ho testé descritto, quasi senza tregua, devo ammettere che ad oggi il pomeriggio più bello e divertente l’ho passato con V. (che fa tanto “V for Vendetta”, invece la creaturina in questione è letale quanto un peluche).
Ora però non srotolare la coda da pavone!!! J….visto che non proprio tutto è dipeso da te (sempre morbida come la carta vetrata io o delicata come una elefantessa incinta o….penso si sia capito) . S’era in quel breve lasso di tempo (che perdindirindina – mi sto devolgarizzando – è stato VERAMENTE BREVE!!!)  post prima visita a Egide, in cui l’animo s’era alfine assopito nella tranquillità d’essere ormai deposta nella bambagia della borsista, alla quale tutto sarebbe stato preparato e organizzato, senza ch’ella dovesse mover niveo ditino: la casa pronta, le pratiche sbrigate da altri, ero certa che non avrei avuto più da far altro, se non il compito che mi aveva portato per i grands boulevards.

DIO COM’ERO INGEEEENUAAAAA!!!

Cosicché il mio umore era leggiadro come una libellula e vispo come un leprotto. E V. che di natura è camminatrice-organizzatrice-preoccupatrice, nonché pure personal stylist, e ammettiamolo dotata di una qual certa simpatia, si è prestata ad un lungo giro turistico tra l’11 il 5-6-n arrondissement.
In quei giorni faceva un gran caldo, ma io m’ero portata un guardaroba autunnale completo, memore delle frescure parigine, mi ero intestardita peggio di Forrest Gump
(Elena: metti qualcosa d’estivo in valigia,
io: no Parigi è fredda
Elena: ti dico che fa caldo ovunque
Io: no a Parigi fa freddo
Elena: ma se ti dico che ho controllato il meteo e farà caldo
Io: no Parigi è fredda

come al solito AVEVA RAGIONE. In pieno)

Onde per cui arrancando con le mie calze+vestitino di lana sotto il sole a 25 gradi, boccheggiando come un treno a vapore, ho coinvolto V. a piroettare da un negozio all’altro per uscire dal bagno turco ambulante. Ed ella con che ingegno mi supportava!!! Siamo arrivate al livello accessori!!! Stadio che raggiungo solo nelle occasioni tipo matrimoni e cresime!
Con una destrezza pari ad una guida turistica (V. potrebbe essere un’idea!!!) mi ha portato prima al Canal Saint Martin, che sembra una cartolina, un ritaglio d’altro stile rispetto alla città, con i ponti che si muovono quando passa un battello un po’ altino, sezioni che si riempiono e si svuotano d’acqua….insomma ho messo una foto più sotto. Vedetevela.
ok ...altra prospettiva:
Recateci indi a Saint-Germaine siamo state in una libreria fighissima che si chiama Shakespeare qualcosa, che più che una libreria è una sorta di grande casa in stile vittoriano letteralmente stipata di libri anglofoni, con tanto di salette in cui ci berresti volentieri il thè, angoli raccolti sotto tendaggi per scrivere i tuoi pensierini del giorno, macchine da scrivere ottocentesche su cui NON puoi scrivere i tuoi pensierini e varie altre amenità.
Mi ha indicato la magnifica catena Gilbert Jeune che praticamente ha una libreria per ogni scibile, una per le scienze, una per il diritto, una per l’arte, la letteratura, l’esoterico…..sbavavoooo…..

Pencolando come due randagie frattanto scoprivamo ameni endroits, come cotesto qui accanto: l'archivio storico di Parigi. 
Punto. 
Ci siamo scervellate per n.5 secondi per capire di cosa si trattava poi buondì. 
La bellezza del posto ci distoglieva dalle nostre elucubrazioni!




Frattanto ci siamo sedute di fronte a Notre Dame, che ancora non avevo visto ed ero quindi in piena crisi d’astinenza, vicino a due cialtroni che stavano con la mano alzata piena di mangime, sulla quale tutti i passerottini andavano a piluccare. E mentre io stavo lì come una beota ipnotizzata da questo sciame di uccellini che cinguettavano e saltellavano nel giardinetto, V. con piglio indagatore pontificava le mille e una spiegazioni per cui i tizi, assolutamente poco simili ad attivisti della LAV, compivano con tanta solerzia tale attività. Finché s’è svelato l’arcano. I turisti scemi alla fine non se la tenevano, davano dei soldi ai cialtroni e si facevano fotografare con gli uccellini in mano di fronte a Notre Dame.
Ci ha colto la meraviglia per l’inventiva dei due omuncoli! 

Quindi dopo aver chiacchierato camminato zigzagato in lungo e largo, soffermandoci di fronte a singolari meraviglie, rallegrandoci vicendevolmente di vivere qui, ci siamo congedate. Lei ancora tutta sprint e sorrisi, io ormai catalettica ascoltavo inebetita le istruzioni per la metro: prendi questa direzione, scambia a questa fermata (e intanto mi vedevo persa nella quarta fascia*). L'ultimo gioiello è stato l'acquisto della MoleskineParis (ovviamente consigliato da V.), con tanto di cartina metro, città, numeri utili, e pagine su cui annotare tutte le cose posti monumenti piazze ristoranti che si sono visti o da vedere. Io le volevo quasi offrire il lavoro di mia assistente personale. Ma ho un budget striminzito. Sennò vedevi che pacchia!!!!!!!!
Insomma se il pomeriggio fosse stato una poesia avrebbe avuto come titolo "Ode à Paris avec V." con rima baciata per giunta!!!
Grazie peluche!!
(sto aspettando una conferma dalla Santa Sede per la faccenda della beatificazione...ti terrò aggiornata)


* Parigi è divisa in 6 fasce concentriche....la quarta per intendersi si avvicina alla Manica!

0 commenti:

Posta un commento